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Territorio

San Vigilio di Marebbe

a lato della Val Badia

Il paese di San Vigilio di Marebbe si trova nella Valle di Mareo, a lato della Val Badia e vanta una storia di quasi 1000 anni. Da oltre 100 è il turismo a essere predominante in questa località incorniciata dalle Dolomiti dell’Alto Adige. Il merito è della montagna, del parco naturale e delle fantastiche leggende legate al territorio. L’estate è variopinta, mentre in inverno si possono scoprire tutte le sfumature del bianco grazie a sport come sci, snowboard, scialpinismo, fondo, slittino, ciaspole.
Il comprensorio sciistico Plan de Corones, che fa parte del Dolomiti Superski e il parco naturale Fanes-Sennes-Braies sono le due maggiori attrattive per i turisti appassionati di vacanze attive.

I 1200 abitanti di Al Plan de Mareo (così è chiamato San Vigilio dai residenti) oltre a essere molto attenti alle esigenze dei loro ospiti, famiglie, singoli o gruppi che siano, sono cultori del Ladino, antico idioma risalente al tempo dei Romani.
Negli ultimi anni San Vigilio è molto cambiata, soprattutto sotto il profilo urbanistico, con la realizzazione di marciapiedi, a tratti anche doppi, e piazzette in tutta la città, garantendo così comfort e sicurezza ai pedoni e alle famiglie con bambini piccoli. Inoltre, non essendoci strada di transito, San Vigilio è una località molto tranquilla e silenziosa. L’aspetto del paese è quello tipico di montagna, con le sue case di dimensioni contenute, interamente in legno, dall’architettura semplice.

Parco Naturale Fanes Sennes Braies

Patrimonio Unesco

Venerdì 26 giugno 2009, il Parco Naturale Fanes-Sennes-Braies è stato inserito nel prestigioso elenco mondiale del Patrimonio Naturale dell’Umanità. Il parco è situato a ridosso del centro abitato di San Vigilio di Marebbe ed è una vasta zona alpestre, con malghe verdeggianti, vette dolomitiche frastagliate, laghetti alpini, sentieri, mulattiere, un patrimonio di flora e fauna inestimabile, rifugi alpini molto attrezzati e tante leggende che narrano di re, principesse e stregoni che hanno vissuto qui in tempi lontani.

Vi si accede esclusivamente a piedi o in mountain bike ed è per questo che la vasta zona del parco naturale Fanes-Sennes-Braies è diventata una vera mecca per chi ama le escursioni, le vie ferrate, le passeggiate e i giri in bici.
Molte specie di animali rari, quali l’aquila reale, lo stambecco, la marmotta e il camoscio, hanno trovato nel parco naturale Fanes-Sennes-Braies il loro habitat naturale. Non mancano però neanche gli anfibi e i rettili, che amano queste terre rocciose e fertili.
In inverno il parco si trasforma in una distesa bianca, dalla quale spuntano solo le vette più marcate. È il periodo ideale per gite scialpinistiche, per passeggiate con le ciaspole o per una discesa in slittino dopo una sontuosa cena in rifugio.

Il parco naturale Fanes-Sennes-Braies dispone anche di un centro visite e di informazioni a San Vigilio di Marebbe. Presso il centro si possono trovare tutte le informazioni relative al parco.

Cultura Ladina

connubio tra la cultura romana e quella retica

“Bëngnüs te nüsc paîsc y te nostes valades!” Dal connubio tra la cultura romana e quella retica, oltre 2000 anni fa nacque la lingua ladina, che si è conservata nelle strette valli delle Dolomiti fino ad oggi. Attorno alla lingua antica si è formata un’aura culturale completa, che comprende l’identità, la mentalità, la musica, la cucina tipica e molto altro.

I Ladini oggi sono circa 30.000, imparano la loro lingua madre anche a scuola e la usano nella vita di tutti i giorni quale strumento di comunicazione principale.

Da sempre i Ladini sono stati molto aperti nei confronti di chi li circonda, riuscendo a stringere contatti proficui, riuscendo però nello stesso tempo a conservare le proprie peculiarità.
Dalla fine del XIX secolo i Ladini hanno sviluppato il loro talento, specializzandosi sempre più e più nel settore turistico. Ospitalità, competenza e versatilità linguistica hanno fatto sì che le valli ladine, tra cui anche San Vigilio di Marebbe, siano diventate le mete turistiche più gettonate dell’arco alpino.

Gli ospiti odierni si confrontano con la cultura ladina in diverse occasioni: si può ascoltare la gente che parla ladino per strada o nelle strutture turistiche, esistono programmi televisivi in lingua ladina, le scritte sulle case e la segnaletica, le pubblicazioni esposte nelle librerie.